Vogues Saxophone Quartet
Un viaggio sonoro che unisce passione, tecnica e emozione in ogni nota


Curriculum Ensemble
Il Vagues è un ensemble modulabile di sassofoni che supera i canoni tradizionali del quartetto, valorizzando le molteplici combinazioni timbriche offerte da quattro interpreti polistrumentisti. Il progetto è attivo in prima linea nella promozione di nuove musiche e prassi esecutive contemporanee, attraverso un costante lavoro di ricerca e sperimentazione in stretto dialogo con i compositori.
Debutta nel 2016 al Festival Milano Musica con la prima esecuzione di Kic di Gabriele Cosmi, a fianco di musiche di Xenakis, Grisey e Tanada. Negli anni successivi è protagonista di numerose prime esecuzioni assolute, tra cui lavori di Paolo Ugoletti, Federico Troncatti, Giorgio Netti, Mario Folli, Davide Mutti, Maria Luisa Balza, Luca Tessadrelli e altri, eseguiti in contesti prestigiosi come Casa Verdi per la Società del Quartetto di Milano, il Santuario di Caravaggio, il Duomo di Monza, il Teatro Politeama di Palermo e importanti festival italiani ed europei.
Il gruppo è stato invitato come solista al concerto di Gala del Concorso Internazionale Flicorno d’Oro, ha partecipato al Congresso Internazionale del Saxofono di Zagabria e all’European Creative Academy di Annecy, collaborando con compositori di rilievo internazionale come Peter Eötvös e Fabien Lévy. Nel 2022 ha lavorato con Giorgio Netti sul quartetto Avvicinamento ed è risultato vincitore di importanti concorsi internazionali di musica da camera e contemporanea.
Nel 2023 debutta il progetto Americhe, accolto con grande successo in sedi quali Villa Necchi Campiglio, Villa Pignatelli e la Sala Michelangeli del Conservatorio di Bolzano. Nel 2024 il progetto viene presentato in nuove sedi di rilievo e arricchito da ulteriori prime esecuzioni a loro dedicate.
Il Vagues ha pubblicato il primo lavoro discografico Masterpieces (Da Vinci Publishing), dedicato a capolavori del repertorio originale per quartetto di sassofoni, confermando un percorso artistico di alto profilo, riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
I Programmi
“Lord Sax”– Omaggio a Britten
Benjamin Britten - Simple Symphony (50° dalla morte) 17’
I. Boisterous Bourrée
II. Playful Pizzicato
III. Sentimental Saraband
IV. Frolicsome Finale
Barbara Thompson - Saxophone Quartet n.3 “Body Language” 15’
I. Dance of the reeds
II. Carnival
III. Chasing shadows
IV. Country Ayre
"I ritmi jazz incontrarono il minimalismo in un abbraccio lirico. Motivi e pattern si intrecciarono e inseguirono code in una musica immediatamente attraente, ma mai vacua. Alleata all'esuberanza della musica, arrivò la fenomenale abilità degli Apollo Four. La scrittura di Thompson fece sì che le loro dita scorrazzassero via dalle nocche alla ricerca di nuovi gorgoglii e gorgoglii, o della più vellutata trasformazione da un soffio di fornace al più dolce sussurro da questa parte della Via Lattea."
Barbara Thompson – Apollo Saxophone Quartet
Bernd Franke - a Sting Tribute 15’
I. Englishman in New York
II. Valparaiso
III. I’ve been down so long
Michael Nyman - Songs for Tony (4 movimenti) 17’30’’
“Ho iniziato a scrivere un quartetto di sassofoni la notte di Capodanno del 1992. Nel primo pomeriggio del 5 gennaio 1993, mi è stata comunicata la morte del mio amico e manager, Tony Simmons, dopo una lunga ed eroica lotta contro il cancro. Mi sono subito seduto e ho scritto la musica che sarebbe diventata la quarta canzone, in quello che sarebbe diventato un quartetto "commemorativo". La musica composta in precedenza è stata scartata perché ho deciso di assegnare a ciascun musicista, a turno, una propria "aria". La prima canzone è la trascrizione di un brano autentico - "Mozart on Mortality" - che ho scritto per il Composers Ensemble nella primavera del 1992. Il testo, dello stesso Mozart, è più che appropriato: "Potrei non vedere un altro giorno". La seconda canzone è un adattamento della musica per la scena del film Lezioni di piano di Jane Campion, in cui la muta Ada (Holly Hunter) getta in mare il suo principale mezzo di comunicazione, il pianoforte. Questo film è stato l'ultimo accordo importante che Tony ha negoziato per me. La terza canzone, un assolo di sassofono soprano, è basata su un brano che ho composto qualche anno fa, ma che avevo conservato perun'occasione speciale.
Michael Nyman


“American Roads”
David Maslanka - Mountain Roads 27’
I. Ouverture
II. Chorale “Wo Soll Ich Fliehen
III. Aria (In style of chorale prelude)
IV. Chorale
V. Aria
VI. Finale – “Alle Menschen Mussen Sterben”
“La musica di Mountain Roads è una dichiarazione molto personale. Ogni sua parte mi tocca profondamente. Il suo impianto musicale segue il modello di una cantata barocca, e stile e contenuto riflettono i miei anni di studio dei corali di Bach e diBach in generale.” [... ]
“Il titolo "Strade di Montagna" deriva da un sogno che ho fatto mentre scrivevo questo pezzo. Facevo parte di una squadra di operai che costruivano nuove strade in alta montagna. Era primavera, il tempo era limpido, soleggiato e confortevole, anche se c'era ancora neve. L'effetto del luogo era esaltante come solo la natura selvaggia di montagna può essere. Mi è sembrato che il sogno fosse una splendida metafora di nuova vita e nuova apertura spirituale.”
David Maslanka
George Gershwin - Songbook (arr. Davide Mutti) 20’
• The man I love
• I'll build a stairway to paradise
• Do it again
• Fascinating rhythm
• Lady be good
• Somebody loves me
• Sweet and low down
• Clap yo' hands
• Do do do
• My one and only
• S wonderful
• Strike uo the band
• I got rhythm
• Who cares
• That certain feeling
• Liza
“La musica popolare americana, fin dalle sue origini, ha acquisito costantemente originalità; oggi può davvero affermare di essere la più vitale della musica popolare contemporanea. Sfortunatamente, però, la maggior parte delle canzoni muore in giovane età e viene presto completamente dimenticata dallo stesso pubblico che un tempo le cantava con tanto entusiasmo. Il motivo è che vengono cantate e suonate troppo quando sono vive, e non riescono a sopportare la pressione della loro stessa popolarità. Ciò è particolarmente vero dopo l'invenzione del fonografo, e ancor di più dopo la diffusa conquista della radio. Quando gli editori mi chiesero di raccogliere un gruppo delle mie canzoni per la pubblicazione, accolsi l'idea con entusiasmo, perché pensavo che questo potesse essere un mezzo per prolungarne la vita. Mi venne anche in mente che l'idea avrebbe potuto essere ripresa da altri compositori di musica popolare. Gli spartiti musicali, come quelli normalmente stampati per le vendite di massa, sono arrangiati con un occhio di riguardo alla semplicità. [...]
Gradualmente, con il generale aumento delle capacità tecniche al pianoforte, è sorta la richiesta di arrangiamenti che tengano conto di tale capacità. Suonando i miei brani con la stessa frequenza con cui lo faccio alle feste private, sono stato naturalmente portato a comporre numerose variazioni su di essi e ad assecondare il desiderio di complicazione e varietà che ogni compositore prova quando manipola lo stesso materiale più e più volte. È stata questa mia abitudine a portarmi al suggerimento originale di pubblicare un gruppo di brani non solo negli arrangiamenti semplificati che il pubblico conosceva, ma anche nelle variazioni che avevo ideato. Da qui, in questo libro, le trascrizioni per pianoforte solo di ciascun ritornello, dopo la sua comparsa nella normale forma di spartito.”
1941, George Gershwin
Russel Peck - Drastic Measures 10’
I. I. Poco adagio molto espressivo
II. Allegro




Paolo Ugoletti - Suite Antica 20’
I. Gavotta
II. Passepied
III. Sarabanda
IV. Aria
V. Invenzione
Paolo Coggiola - Subway Dances 12’
I. Mosso, “funky”
II. Calmo
III. Vivace
“Spesso l’eclettismo viene considerato negli ambienti istituzionali un atteggiamento superficiale nei confronti della prassi artistica, che si vorrebbe improntata a quell’unità di stile che rivela ancora un fortissimo debito con l’idealismo romantico e la sua visione assolutista.
Confortato, per contro, dalle idee sulla musica di Debussy, ho sempre creduto che l’artista contemporaneo possa umilmente essere un semplice medium con la realtà che lo circonda. In luogo di una fastidiosa e mai sopita pulsione espressionista, il compositore può tradurre suggestioni principalmente condivise, mescolare in un cocktail originale i suoni, gli stili, le forme che raggiungono le orecchie di un comune passante, ad esempio, di una stazione della metropolitana di una grande città in cui si esibiscono talvolta artisti di strada con le più diverse storie artistiche ed esistenziali.
È quanto ho cercato di realizzare con i miei tre brani proposti, di cui il terzo movimento ci porta verso Est, considerando che, come musicista italiano, mai come oggi mi sento sul crocevia di mondi quanto mai distanti, con tutte le drammatiche tensioni, i paradossi che può causare una tale condizione, ma con la consapevolezza che le commistioni possono essere un mezzo di integrazione e di comprensione reciproca.”
Paolo Coggiola
Claudio Sanna - Sei Miniature 12’
Alessio Manega - Dance and Groove 9’
“Subway Dances”






Gli artisti
Andrea Mocci
Andrea Mocci è sassofonista, direttore d’orchestra e docente, endorser Eugene Rousseau mouthpieces, D’Addario e BG ligatures. Diplomato con lode in sassofono e musica da camera e in direzione d’orchestra, è docente titolare presso l’ISSM “Vecchi Tonelli” di Modena e collabora con diversi Conservatori italiani.
Fondatore del Vagues Saxophone Quartet, svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, esibendosi per importanti istituzioni e festival quali Milano Musica, Società del Quartetto di Milano, Associazione Scarlatti di Napoli, Amici della Musica di Palermo e il Congresso Internazionale del Saxofono.
È impegnato da anni nella promozione della musica contemporanea, collaborando stabilmente con compositori e realizzando numerose prime esecuzioni assolute. Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, ha collaborato come solista e orchestrale con prestigiose orchestre ed ensemble. Incide per Decca, Ars, Odradek Records e Da Vinci Publishing.
Salvatore Castellano è sassofonista italiano attivo a livello internazionale, con una solida formazione tra Italia, Francia e Svizzera. Diplomato con lode ai Conservatori di Palermo e Milano, si perfeziona al Conservatorio di Lione e consegue il Master of Arts in Musikalischer Performance presso la Hochschule für Musik di Basilea con il massimo dei voti.
Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, svolge un’intensa attività concertistica in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, esibendosi per istituzioni e festival di primo piano. Dal 2016 è membro del Vagues Saxophone Quartet e dal 2021 dell’Ensemble du Bout du Monde, con cui ha partecipato a progetti di ricerca e tournée internazionali.
Collabora regolarmente con importanti ensemble e orchestre, tra cui mdi ensemble, Orchestra e Filarmonica della Scala e Accademia Nazionale di Santa Cecilia, lavorando con compositori e direttori di rilievo internazionale. Svolge attività discografica per etichette di prestigio ed è attivo come docente presso istituzioni musicali italiane e internazionali.
Mattia Quirico
Mattia Quirico è sassofonista italiano, diplomato cum laude al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e specializzato con lode sotto la guida di Mario Marzi. Svolge un’intensa attività come solista, camerista e orchestrale.
È Primo Saxofono della Brescia Wind Orchestra dal 2012 e collabora stabilmente con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, dopo aver superato l’audizione internazionale nel 2018. Ha inoltre collaborato con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Teatro alla Scala, I Pomeriggi Musicali e l’Orchestra Sinfonica di Milano “laVerdi”, lavorando con direttori quali Zubin Mehta, Daniele Gatti, Sir Antonio Pappano e Michele Mariotti.
È membro fondatore del Vagues Saxophone Quartet, ensemble attivo nella musica contemporanea, con cui ha realizzato numerose prime esecuzioni assolute ed è stato ospite di importanti festival e istituzioni musicali. Parallelamente svolge attività didattica ed è direttore di complessi bandistici in Lombardia.
Francesco Ronzio
Francesco Ronzio è sassofonista italiano attivo come solista, camerista e orchestrale.
Formatosi al Conservatorio di Milano sotto la guida di Mario Marzi, si diploma con 110 e lode e Menzione Speciale Arnaldo Rancati. Si perfeziona successivamente presso il C.R.R. di Lione con Jean-Denis Michat.
Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, debutta come solista nel 2015 con il Concerto op.109 di Glazunov.
Dal 2016 è membro fondatore del Vagues Saxophone Quartet, con cui si esibisce per le principali società concertistiche e festival italiani ed europei, realizzando numerose prime esecuzioni a lui dedicate.
Collabora stabilmente con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, prendendo parte a produzioni dirette da Zubin Mehta, Daniele Gatti e Gianandrea Noseda. Svolge attività didattica ed è attualmente docente di saxofono presso il Liceo Musicale “P. Secco Suardo” di Bergamo.


Salvatore Castellano


